1692

Nelle rappresentazioni di Palermo a fine Seicento, nessun palazzo aveva particolare rilievo monumentale sul fronte del mare. Nel 1692, i Branciforti scelgono quest’area, dove sorgeva un tenimento di case, per edificare un nuovo casino.

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1701

Il duca Branciforti Girolamo Martini commissiona al grande architetto del Barocco palermitano, Giacomo Amato, un progetto per “rimodernare” il casino

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1735

Quando Carlo di Borbone viene incoronato a Palermo Re di Sicilia (4 luglio 1735), i principi di Butera sono in prima linea nell’accoglierlo, in quanto Primo Titolo del Regno. Il palazzo, ora passato al principe Ercole Michele, è vestito a festa nell’incisione allegata al libro che celebra l’ingresso trionfale del nuovo Re. Per la città si apre un trentennio di prosperità e di rinnovamento, che investirà anche Palazzo Butera.

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1737

Nel 1737, il principe chiede il permesso al Senato palermitano di costruire una terrazza sulla strada dei Cattivi, che viene effettivamente costruita nel 1750. In questo modo il palazzo era riconoscibile dal mare, come Palazzo Reale a Napoli. I Branciforti avevano soppresso uno spazio pubblico, secondo una dinamica di appropriazione tipica del tempo, e la vista del mare si allontanava dalla città.

1760

Nel 1759, un incendio divampa a Palazzo Butera. L’anno successivo, il principe risponde con una dichiarazione di potenza. Acquista il palazzo a fianco – di proprietà dei Moncada, principi di Paternò e conti di Caltanissetta – e il palazzo assume così le dimensioni odierne. In questi anni si colloca la datazione degli affreschi, eseguiti da Gioacchino Martorana, per quanto riguarda le figure, e da Gaspare Fumagalli per le quadrature architettoniche.

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I restauri al primo piano hanno riportato alla luce i lambris originali, dipinti da Fumagalli nei saloni, sotto diversi strati di ridipinture. I colori – rosa pompadour, verde ceylon, indaco – somigliano a quelli delle porcellane, di moda a metà Settecento, che il principe di Butera doveva collezionare e esporre nei saloni. I ritrovamenti del restauro sono serviti di ispirazione e nelle pareti è stata realizzata una galleria di colori, stesi con la tecnica del marmorino.

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1765

I due saloni al termine dell’infilata sono stati decorati fra 1764 e 1765, quando Salvatore Branciforti succede al padre nel titolo di principe di Butera. Sono una testimonianza straordinaria del nuovo gusto rococò, che circolava da un trentennio fra le corti di Napoli, Parigi e Vienna. Le maestranze attive nei due ambienti sono ben documentate. Le volte sono decorate in stucco da Francesco Alaimo, le porte e le specchiere sono intagliate da Girolamo Carretti con figurazioni alla cinese, le nature morte sono di Gaspare Cavarretta e le scene di vita domestica sono dipinte da Gaspare Vizzini. Una volta confezionato il palazzo secondo il suo gusto, Salvatore Branciforti parte alla volta di Napoli, dove a corte lo attende una carriera politica che lo impegna per i successivi trent’anni.

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1773

Nell'ultimo trentennio del Settecento, a Palermo è presente il figlio del principe di Butera, Ercole Michele Branciforti e Pignatelli, principe di Pietraperzia, affascinante protagonista della vita politica e culturale. Ercole guida una rivolta cittadina nel 1773, viene incarcerato dal viceré Caracciolo, fa partire una mongolfiera dalle terrazze di Palazzo Butera nel 1784, un anno dopo i Montgolfier. Nella Palermo di Goethe e di Hackert, i viaggiatori più colti che transitano in città vengono raccomandati al principe di Pietraperzia, che incontra Dominique-Vivant Denon, Jean-Pierre Houel e Friedrich Münter. La cultura di Ercole si forma nel clima del Grand Tour, fra scoperte archeologiche e collezionismo di pietre dure.

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1799

Quando muore Salvatore, Ercole Branciforti eredita il titolo di principe di Butera e si impegna a difendere la monarchia, negli anni in cui la Rivoluzione francese costringe i Borbone all’esilio in Sicilia. I Branciforti sentono che la minaccia di perdere potere incombe e con la costruzione di un nuovo archivio (1795) provano a mantenere i privilegi, che di lì a poco perderanno.

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1836

I Branciforti avevano acquistato anche Palazzo Benso (1799), ma si estinguono nel 1814 e Palazzo Butera passa in proprietà ai Lanza, principi di Trabia. Nel 1836, un giovane Eugène Viollet-le-Duc disegna lo scalone del palazzo: complici i restauri, che hanno riportato alla luce i colori del marmo rosso di Ogliastro, e le figure dell’affresco nella volta, lo scalone è tornato a essere uno degli ambienti più affascinanti del palazzo.

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1885

L’epoca dei Lanza a Palazzo Butera è segnata dalle risistemazioni più che da trasformazioni radicali. Giulia Florio sposa Pietro Lanza, principe di Trabia, nel 1885 e il palazzo si apre alla stagione palermitana della Belle époque.  

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1950

Nel 1950, in un magazzino del piano terra, viene ritrovata la Carrozza d'oro di Salvatore Branciforti. Viene utilizzata per un film di Jean Renoir, con Anna Magnani, prodotto dalla Panaria Film di Francesco Alliata (1952). Oggi la carrozza è esposta nel vano dello scalone di Palazzo dei Normanni.

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1970

Negli anni Cinquanta, a Palazzo Butera ha sede l’Assessorato Regionale agli Enti locali, mentre dal 1968 – in un momento in cui anche l’Università di Palermo sembra interessata all’acquisizione del palazzo, per destinarvi la Facoltà di Architettura – ospita l’Istituto tecnico per il Turismo “Marco Polo”. Una testimonianza preziosa di quegli anni ci è offerta da una serie di fotografie, scattate da Roberto Collovà nel 1970. La vegetazione sulla terrazza cresce incontaminata, il salone dorato è utilizzato come sala professori, mentre la sala gotica serve da segreteria. Nel 1982 i proprietari riprendono in gestione il palazzo, che viene utilizzato come sede di fiere d’antiquariato, convegni, concerti e ricevimenti. Il vicino Palazzo Benso, rimasto in rovina fino a questi anni, viene ricostruito in stile fra 1986 e 1991.

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2016

Palazzo Butera viene acquistato da Massimo e Francesca Valsecchi. Per il Palazzo è l'inizio di una nuova fase della sua storia. A gennaio iniziano i lavori di restauro attualmente in corso.

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2018

In due anni e mezzo di cantiere, molti interventi progettuali sono stati completati, sempre accompagnati da scoperte e ricerche. Una passerella sopraelevata, in ferro e vetro, è stata realizzata e permette di collegare quattro ambienti del piano terra. Alcune sale contengono oggetti misteriosi, come la radice della jacaranda, che si è introdotta in un canale rivestito di maioliche!

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Al primo piano di Palazzo Butera, i Valsecchi stanno costruendo una casa-museo contemporanea. Per ogni salone restaurato, intendono commissionare progetti artistici o collezionare opere d'arte antiche, pensate apposta per Palazzo Butera. Durante questa fase, il piano nobile sarà aperto solo in occasioni particolari.

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La sala gotica, completata ad aprile 2018, è un primo esempio dell'integrazione fra antico e contemporano che verrà proposta a Palazzo Butera. Per questo ambiente forse di fine Settecento, due artisti francesi contemporanei, Anne e Patrick Poirier, hanno disegnato un tappeto realizzato in Nepal e una serie di specchi colorati, eseguiti sul modello delle vetrate delle cattedrali francesi. Le iscrizioni, in greco e in latino, rimandano alla stratificazione di culture visibile a Palermo. Attualmente sono in corso altri due progetti artistici dei Poirier per Palazzo Butera.

 

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2019

Al secondo piano sarà esposta la collezione dei Valsecchi, ma non sarà un museo nel senso statico del termine. Gli allestimenti cambieranno periodicamente, per generare nuovi dialoghi fra gli oggetti. Le categorie fra arti minori e arti maggiori, fra antico e contemporaneo, fra secoli e geografie saranno attraversate. Le realtà museali internazionali, che decideranno di costruire dei progetti in collaborazione con Palazzo Butera, potranno contribuire con prestiti e scambi di opere, che permettano di restituire a Palermo una dimensione di capitale culturale, dove è possibile farsi un’idea del mondo attraverso gli oggetti.  Artisti, curatori e personalità della cultura potranno essere ospitati nella foresteria, dove potranno lavorare a progetti di ricerca per le mostre e le attività che si tengono a Palazzo Butera. Dalla Passeggiata delle Cattive, si potrà accedere direttamente alla caffetteria del palazzo, grazie a tre nuove rampe di scale, e poi entrare nei cortili, per visitare le mostre o la collezione permanente. La vegetazione è stata piantata in nuove aiole, opportunamente separate dal palazzo da un’indiana.

Grazie a questo intervento, Palazzo Butera darà la possibilità di accedere al centro storico di Palermo direttamente dal mare. Un rapporto visivo che la città aveva perduto si potrà recuperare.